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	<title>Dott.ssa Linda Battilani - psicologo modena, psicologo maranello, psicologo sassuolo, psicoterapia , ansia, depressione, umore, attacco di panico, meditazione, rilassamento, cognitivo-comportamentale, psicologo bambini, psicologo coppia, comunicazione, perizia psicologica, autostima, psicologo stress, psicologo adolescente, mindfulness, consulenza psicologica &#187; bambini</title>
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	<description>Psicologa-Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista</description>
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		<title>I rischi nei bambini, attenzione genitori!!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 12:13:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Come riporta InformaSalus.it attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!”. Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in ergoterapia e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.</p>
<p>Come si legge nell’articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:</p>
<p>– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale<br />
– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%<br />
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%<br />
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.<br />
– Quante altre prove ci servono per svegliarci?</p>
<p>Secondo l’autrice all’origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l’ambiente circostante.</p>
<p>Oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.</p>
<p>Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.</p>
<p>Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:</p>
<p>– Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.<br />
– Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.<br />
– Non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.<br />
– Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack<br />
– Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.<br />
– Mettete via i cellulari durante i pasti<br />
– Fate giochi da tavolo<br />
– Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici<br />
– Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.</p>
<p>Insegnategli la responsabilità e l’indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita.</p>
<p>– Non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.</p>
<p>Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di “annoiarsi”, perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività:</p>
<p>– Non ritenetevi la fonte d’intrattenimento dei vostri figli<br />
– Non curate la noia con la tecnologia<br />
– Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. – – Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia<br />
– Aiutateli a creare un “kit di pronto soccorso” della noia, con attività e idee per questi momenti.<br />
– Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi:<br />
– Spegnete i cellulari finché i bambini non vanno a letto, per evitare di essere distratti<br />
– Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione<br />
– Insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare<br />
– Siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.</p>
<p>“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo”, conclude  Victoria Prooday.</p>
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		<title>Guida all’uso della tecnologia da: 0 a 6 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 08:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[battilani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è un tempo per ogni cosa: questo è un principio pedagogico fondamentale. I passaggi della vita vanno rispettati ed ecco &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un tempo per ogni cosa: questo è un principio pedagogico fondamentale. I passaggi della vita vanno rispettati ed ecco allora qualche indicazione operativa per affrontare le sfide che il digitale ci pone per quanto riguarda i bambini più piccoli.</p>
<p>Tra le tante indicazioni operative che sono state date ai genitori negli ultimi anni condivido pienamente quelle esposte recentemente dallo psichiatra, psicanalista Serge Tisseron ricercatore dell’Università di Parigi, ed esperto sulle relazioni dei giovani e delle famiglie con Internet.</p>
<p>DA ZERO A TRE ANNI: SCHERMI VIETATI</p>
<p>L’infanzia non ha bisogno di videoschermi, non ha bisogno di una realtà virtuale. Prima dei 3 anni un bambino necessita di sviluppare competenze interagendo con l’ambiente attraverso esperienze sensoriali che utilizzino tutti e cinque i sensi. Solo questa interazione esperienziale consente di sviluppare le proprie risorse neuronali. È stato dimostrato che anche solo una televisione accesa nella stessa stanza dove un bambino piccolo sta giocando ne disturba l’attività, impedendo di sviluppare quella capacità di concentrazione attentiva così importante per il suo futuro. Scrive Goleman:</p>
<p>L’attenzione – in tutte le sue varietà – rappresenta una risorsa mentale poco considerata e sottovalutata, ma che riveste un’importanza enorme rispetto al modo in cui affrontiamo la vita. […] ci mette in connessione con il mondo, plasmando e definendo la nostra esperienza. ‘L’attenzione’ scrivono i neuroscienziati Michael Posner e Mary Rothbart‘ ci fornisce quei meccanismi che stanno alla base della nostra consapevolezza del mondo e del controllo volontario dei pensieri e delle emozioni’</p>
<p>(D. Golemman, Focus, op. cit. p. 11 e 15).</p>
<p>Il touch screen non è una vera esperienza sensoriale: c’è una superficie liscia che attiva stimoli visivi. Molti studi documentano un rapporto diretto tra la durata dell’esposizione agli schermi e le conseguenze sull’attenzione di bambini e ragazzi. Un bambino piccolo che fruisce un’ora di TV al giorno, è a rischio di sviluppare deficit di attenzione due volte superiore a chi non la guarda (A. Oliverio, Nativi digitali. Non lasciamoli soli con i media, Vita e Pensiero, 2/2014).</p>
<p>Occorre allora, soprattutto in questa fascia d’età, che i genitori curino i propri comportamenti. Non può funzionare il farsi vedere assorbiti dalla televisione, da un computer o da un telefono cellulare, magari talmente distratti da neanche accorgersi dei richiami dei figli. In quell’età i bambini sono molto inclini all’imitazione: se ci vedranno perennemente con in mano il telefonino ne vorranno uno.</p>
<p>DA TRE A SEI ANNI: IL TEMPO DELLE REGOLE</p>
<p>L’infanzia è il tempo delle regole che non sono imposizioni ma procedure educative per regolare il tempo e lo spazio comune. Mettiamo delle regole chiare, trasparenti, essenziali. È inutile sgridare i nostri figli perché passano le ore davanti ai videogiochi quando siamo noi ad averceli messi. Mettiamo la regola. La comunità scientifico-pedagogica internazionale su questo fronte è compatta: in questa fascia d’età mezz’ora di videoschermi al giorno è più che sufficiente, e l’accesso a internet è vietato. Questa è una fase importante per sviluppare alcune capacità collegate all’immaginazione o alla motricità fine e per implementare le competenze relazionali e sociali.</p>
<p>È ora che si può imparare a litigare bene con successo, anche dopo è possibile, certamente, ma man mano diventa più difficile. Occorre privilegiare le esperienze dirette, la manipolazione, l’interazione relazionale. I bambini litigano? Certo! È quello il loro compito evolutivo. Imparare a stare insieme, ad accettare la frustrazione a far emergere le risorse creative di cui normalmente in questa età così plastica sono incredibilmente dotati. Non lasciate che si anestetizzino davanti ai video schermi, permettetegli di stare all’aria aperta, a contatto con la natura, di fare esperienze corporee e mentali nuove. Il loro futuro ne trarrà immenso vantaggio.<br />
Daniele Novara</p>
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		<title>I bambini hanno diritto alla lentezza</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 08:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre più numerosi i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più numerosi  i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare,  incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione. E&#8217; quanto è emerso nel dialogo ad Educa tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell&#8217;Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto  e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L&#8217;Ancora.</p>
<p>&#8220;Pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta&#8221;. E&#8217; questo il pensiero di Costanza Giannelli che disegna i genitori moderni come i responsabili, a volte inconsapevoli, di un grande dolore inflitto nei bambini, perché &#8220;è più facile vantarsi della luce dell&#8217;intelligenza del proprio figlio piuttosto che della zona d&#8217;ombra dove si muove la consapevolezza&#8221;. E così i bambini si trovano prima o poi ad imbattersi nell&#8217;indifferenza, nella delusione e nel fallimento senza strumenti per poterli affrontare. &#8220;Umiliati e feriti a morte non riescono a reggere lo sguardo dell&#8217;altro, si blindano nel rifugio solitario e meditano la vendetta. E così il web diventa uno specchio senza confini e senza regole, un luogo dove cancellare il disonore e la vergogna, dove si può apparire e scomparire senza regole e responsabilità&#8221;.</p>
<p>Costanza Giannelli si augura che dopo quest&#8217;era falsamente buona e illuminata, ne nasca una nuova dove &#8220;un bambino molto intelligente abbia la possibilità di trovare maestri speciali che gli insegnino a tornare indietro, gli mostrino il volto del fiore e dell&#8217;animale e, finalmente, possa trovare la quiete.&#8221;</p>
<p>Anche Franco Ulgigrai chiede ai genitori di non avere fretta e di ripensare al momento in cui il bambino è pronto per iniziare la scuola primaria. &#8220;Spesso già a cinque anni si trova seduto al banco di scuola, senza aver raggiunto la maturità sociale, e privato dell'&#8221;anno del re&#8221;, quel periodo importante in cui il bambino si sente più grande e può dare il suo contributo ai compagni più piccoli. Iniziare la scuola senza la maturità necessaria, porta facilmente il piccolo a vivere un senso di inadeguatezza&#8221;. Ulcigrai riporta, inoltre, l&#8217;esperienza positiva dell&#8217;asilo nel bosco organizzato in Alto Adige, &#8220;dove i bambini devono seguire solo le regole del mondo e della natura senza mete, sul binario della massima tranquillità e serenità&#8221;.</p>
<p>Dello stesso parere il direttore della cooperativa Arianna di Trento, Maurizio Camin, il quale racconta come ogni giorno veda adolescenti non ascoltati, affaticati e ingabbiati all&#8217;interno di regole. &#8220;Giovani che parcheggiano il corpo a scuola, ma hanno anima e interessi fuori, che fanno fatica a stare al mondo, perché non riescono a pensarsi nel futuro&#8221;.</p>
<p>Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Con.solida, che ha moderato l&#8217;incontro, ha provato a trarne le conclusioni &#8220;le esperienze che abbiamo ascoltato oggi, ci ricordano che dobbiamo garantire ai bambini il diritto alla lentezza, alla natura, alla selvatichezza, alla ferita, alla noia, al vuoto e soprattutto ad essere ascoltati&#8221;.</p>
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		<title>I BAMBINI IMPARANO CIO&#8217; CHE VIVONO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 09:32:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[imparano]]></category>

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		<description><![CDATA[I bambini imparano ciò che vivono. Se un bambino vive nella critica impara a condannare. Se un bambino vive nell&#8217;ostilità &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini imparano ciò che vivono.<br />
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.<br />
Se un bambino vive nell&#8217;ostilità impara ad aggredire.<br />
Se un bambino vive nell&#8217;ironia impara ad essere timido.<br />
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.<br />
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.<br />
Se un bambino vive nell&#8217;incoraggiamento impara ad avere fiducia.<br />
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.<br />
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.<br />
Se un bambino vive nell&#8217;approvazione impara ad accettarsi.<br />
Se un bambino vive nell&#8217;accettazione e nell&#8217;amicizia impara a trovare l&#8217;amore nel mondo.</p>
<p>Dorothy Law Nolte</p>
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