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	<title>Dott.ssa Linda Battilani - psicologo modena, psicologo maranello, psicologo sassuolo, psicoterapia , ansia, depressione, umore, attacco di panico, meditazione, rilassamento, cognitivo-comportamentale, psicologo bambini, psicologo coppia, comunicazione, perizia psicologica, autostima, psicologo stress, psicologo adolescente, mindfulness, consulenza psicologica &#187; stress</title>
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	<description>Psicologa-Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista</description>
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		<title>Facciamo entrare la lentezza nelle nostre vite: ecco 10 modi per farlo!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 08:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[battilani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Viviamo in un mondo dove essere lenti è sinonimo di debolezza, di anormalità, di perdita di tempo. E così ci &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un mondo dove essere lenti è sinonimo di debolezza, di anormalità, di perdita di tempo. E così ci ritroviamo a correre per non perdere il nostro posto nel mondo, per essere riconosciuti socialmente normali e per non perdere alcun secondo del nostro tempo.</p>
<p>La lentezza è una nemica da vincere. I bambini non hanno il lusso nè di nascere nè di apprendere con calma, i fanciulli non hanno la possibilità di annoiarsi e di risolvere la loro noia nella creatività, gli adulti sono sempre di fretta. Nel lavoro, nelle relazioni, mentre mangiano, mentre pensano.</p>
<p>Fermarsi, ce lo hanno sempre detto, è perdere. Chissà che cosa poi!</p>
<p>Vorrei invece spezzare una lancia in favore della lentezza e invitare tutti a vivere più lentamente. La calma è una condizione necessaria all’uomo: lo protegge dallo stress, lo aiuta ad assaporare e a gustarsi la vita, allena la concentrazione e la riflessione, lo fa diventare saggio e sereno. Solo la lentezza può fare tutto questo.</p>
<p>La fretta, al contrario, uccide la concentrazione, fa regnare lo stress, ci fa ammalare, non ci permette di vivere bene. E il più delle volte è una fretta non motivata e quindi inutile e addirittura nociva. Ma allora perchè corriamo tanto?</p>
<p>L’unica situazione dove la corsa è giustificata è l’emergenza. In situazioni di pericolo dobbiamo correre, è una risposta istintiva che ci protegge dal pericolo imminente. Ma ai giorni nostri abbiamo confuso la quotidianità con l’emergenza e tutto ciò è davvero pericoloso per la salute e la serenità nostra e altrui.</p>
<p>Ormai corriamo per tutto e la beffa è che non ce ne rendiamo nemmeno conto. Abbiamo fretta di fare, di dire, di giudicare, di programmare e non rimane più lo spazio per vivere.</p>
<p>“Chi va piano va sano e va lontano” è un proverbio che dobbiamo tenerci bene a mente e che è applicabile in ogni sfera della vita, a qualsiasi età, riguardo ad ogni situazione.</p>
<p>Solo la lentezza infatti, può rendere più saldo un apprendimento, farci prendere una decisione ponderata, farci gustare una risata, permetterci di vivere ogni attimo della nostra vita come lo vive un bambino: gustandolo senza pensare al futuro o al presente.</p>
<p>Facciamo entrare la lentezza nelle nostre vite. Rendiamo le nostre giornate più lente, rilassanti, rigeneranti. La calma però non deve essere confusa con la noia! Vivere lentamente non vuol dire annoiarsi ma immergersi completamente in ciò che amiamo senza stimoli eccessivi, senza disturbi inutili, senza le altre mille cose che “dobbiamo” fare.</p>
<p>Facciamo una selezione di impegni, concentriamoci su ciò che ci fa stare bene, fermiamoci anche fisicamente più volte al giorno per sentire che siamo vivi e per renderci consapevoli di chi siamo e di cosa stiamo facendo. Esistono tanti modi costruttivi per costringerci amorevolmente alla lentezza: eccone 10!</p>
<p>1) Colorare un mandala</p>
<p>Abbiamo già parlato dei 9 benefici del mandala. E’ un’attività piacevole e rilassante che ci aiuta a vivere con più calma. L’obiettivo infatti non è terminare di colorare il mandala ma apprezzare l’atto stesso del colorare. E’ un invito a vivere il viaggio e a non essere sempre tesi verso la destinazione. Ogni mandala è composto in modo diverso l’uno dall’altro ma ciò che li contraddistingue tutti è la lentezza dell’esecuzione se lo si vuole fare bene. Ogni piccolo cerchio, ogni minuscolo triangolino, ogni spazio armonico e simmetrico ci conducono ad amare la lentezza.</p>
<p>2) Meditare</p>
<p>La meditazione è benefica sotto tanti punti di vista. Ci aiuta a focalizzarci sul presente, a fermarci fisicamente e mentalmente, a rigenerarci in questa pausa di vita. Se non siete esperti in quest’attività vi consigliamo 2 tecniche di meditazione per assaporare il presente e se la cosa vi è piaciuta o vi affascina vi consigliamo di cercare qualche corso di meditazione nella zona in cui abitate o dei libri sul tema.</p>
<p>3) Fare yoga</p>
<p>Lo yoga è strettamente correlato alla meditazione ma in più mette in campo anche il corpo. Come abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo sullo yoga, questa danza immobile permette alla lentezza di essere la regina di ogni singolo movimento. Ogni posizione, ogni allungamento e ogni rotazione deve essere compiuta in modo lento, quasi sacro. Solo in questo modo è possibile trarne il massimo beneficio e diventare consapevoli del nostro corpo e della nostra mente.</p>
<p>4) Fare esercizi sulla respirazione</p>
<p>La respirazione è lo specchio del nostro vivere. Se respiriamo di fretta ed in modo prevalentemente toracico stiamo di sicuro sbagliando qualcosa. Dobbiamo riappropriarci del modo giusto di respirare perchè il ritmo che scandisce ogni attimo della nostra vita deve essere armonico, sano e funzionale al nostro benessere. Provate a fare l’esercizio della respirazione diaframmatica.</p>
<p>5) Ascoltate musica senza fare altro</p>
<p>La musica piace a tutti ma spesso la ascoltiamo facendo le pulizie o mentre lavoriamo o addirittura durante una corsa. Sbagliamo a considerare la musica semplicemente il sottofondo della nostra vita. Deve recuperare il giusto posto che merita. Dobbiamo prestarle massima attenzione altrimenti rischiamo di perdere i suoi benefici e di apprezzarla solo superficialmente. Prendetevi pochi attimi al giorno per ascoltare la vostra musica preferita (sarebbe meglio avere la possibilità di ascoltarla il più possibile dal vivo!) e immergetevi in essa, nei suoni, nelle parole, nelle emozioni che vi suscita. La musicoterapia è nata proprio perchè la musica ci fa stare bene!</p>
<p>6) Osservare i vostri cari mentre stanno facendo qualche attività</p>
<p>Siamo diventati sempre meno osservatori e stiamo perdendo questa importantissima attitudine innata. I bambini sono degli osservatori incredibili: da tanto che sono immersi in quest’attività rimangono letteralmente a bocca aperta. Noi adulti invece siamo convinti che se osserviamo qualcuno in attività senza fare altro è da nullafacenti, è un’attività che ci fa sentire in colpa o che consideriamo inutile. In realtà osservare il nostro bimbo mentre gioca o la nostra compagna mentre cucina o nostro fratello mentre legge è una delle attività più rilassanti e significative che l’uomo possa fare. Riusciamo a rilassarci nella concentrazione altrui, dedichiamo un’attenzione formidabile all’altro pur non dicendo nulla, assaporiamo la sua presenza in modo profondo. Provate a leggere l’articolo sul bambino concentrato per rendervi conto dello spettacolo a cui possiamo assistere ogni giorno e che invece spesso purtroppo ci perdiamo.</p>
<p>7) Liberare le menti e ascoltare chi parla</p>
<p>Parliamo con tante persone durante la nostra giornata ma con quante siamo completamente aperte all’ascolto? Poche, pochissime. Capita che il nostro vicino ci parli e invece di dargli tutta la nostra attenzione stiamo pensando all’appuntamento che abbiamo di lì a poco. L’esercizio che invece dobbiamo obbligarci a compiere sempre è quello di metterci in uno stato di empatia con chi abbiamo di fronte e rispondere al suo dialogo in modo presente e costruttivo.</p>
<p>8) Curare un orto</p>
<p>Avere un orto è un gesto rivoluzionario ed è anche terapeutico, si parla appunto di ortoterapia. Quando maneggiamo la terra, siamo in contatto con la luce solare, curiamo per tanto tempo prima i semi, poi le piantine ed infine le verdure ed i frutti siamo in una condizione di concentrazione meravigliosa. L’allenamento alla lentezza con un orto è formidabile: non possiamo mettere fretta ai semi di crescere, possiamo solo ammirare giorno per giorno ogni piccolo cambiamento e la verdura che alla fine assaporiamo avrà un sapore davvero speciale.</p>
<p>9) Coltivare un hobby</p>
<p>Fare qualcosa che piace è già di per sè terapeutico e allena la concentrazione. Spesso lo consideriamo un’attività che porta via tempo alla nostra quotidianità e releghiamo il nostro hobby in un angolino, dandogli poca importanza. Anche il nostro hobby invece dovrebbe riprendersi il posto che si merita. Fare ciò che ci piace ci aiuta a stare meglio, ci rilassa, ci rigenera, mette in moto la sana creatività. Cerchiamo di coltivarlo il più possibile facendo pulizia del tempo che abbiamo: spesso infatti diciamo di non aver tempo per tante cose ma forse è perchè utilizziamo il nostro tempo in modo sbagliato.</p>
<p>10) Liberare le emozioni</p>
<p>Questo è forse il più importante dei modi di vivere la lentezza. Se liberiamo le emozioni, anche le più insensate, superficiali ai nostri occhi, le più piccole il nostro mondo interiore si libera e ha lo spazio per rigenerarsi ed arricchirsi. Non dobbiamo correre il rischio di accumulare emozioni per la paura di riversarle all’esterno o per il poco tempo di viverle. Lentamente assaporiamo la tristezza, la rabbia, la felicità. Parliamo con chi ci sta vicino di questo nostro mondo interiore, elaboriamolo insieme, non teniamo dentro di noi inutilmente e in modo egoistico, può diventare un modo pericoloso di vivere!</p>
<p>Buona vita lenta ad ognuno di voi!</p>
<p>Elena Bernabè</p>
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		<title>Stress</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 09:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[battilani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema nervoso centrale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 95% delle malattie fisiche e psicologiche è causato dallo stress e il 100% dello stress è causato da convinzioni &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 95% delle malattie fisiche e psicologiche è causato dallo stress e il 100% dello stress è causato da convinzioni negative. Pensa che solo il 5% ha origini genetiche ed è causato sempre dallo stress presente in qualche punto della discendenza genetica di quella persona!</p>
<p>La Harvard Medical School afferma: &#8220;una eccessiva quantità di stress che si prolunga per troppo tempo crea quello che è noto come &#8220;stress cronico&#8221;, ed è correlato con malattie cardiache e infarto, esercita un influsso anche sul cancro e sulle malattie respiratorie croniche&#8221;</p>
<p>La malattia è solo la punta dell&#8217;iceberg!</p>
<p>Lo stress influisce su di voi non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente, rovinando la gioia che traete dalla vita e dalle persone che vi circondano, logorando i vostri rapporti, le vostre relazioni e la vostra sessualità. Incide anche sul vostro umore, rendendovi più nervosi, instabili, ansiosi e depressi. La visione del vostro futuro sarà ricca di preoccupazioni e negatività.</p>
<p>State tranquilli, non siete diventati improvvisamente delle persone intrattabili, depressi, paurosi e privi di abilità, avete fatto semplicemente i calcoli male. Infatti per quanto voi siate delle persone piene di energia e con molta voglia di fare, vi è sfuggito che la vostra energia è limitata.</p>
<p>Cosa significa?</p>
<p>Significa che dovete anche accettare che la vostra mente e il vostro corpo hanno bisogno di recupero!</p>
<p>Se avete passato momenti o esperienze cariche emotivamente come l&#8217;interruzione di un rapporto importante, la malattia di un vostro caro, trasferimenti improvvisi, l&#8217;allontanamento di una persona importante o anche periodi in cui non avete avuto neanche il tempo di fermarvi a riflettere su quello che stava accadendo nella vostra vita, avete dormito poco e male, avete lavorato o studiato in modo eccessivo, sappiate che forse avete tirato troppo la corda!</p>
<p>Qualunque problema avete oggi, stanchezza cronica, depressione, paura, ansie, preoccupazioni, gastriti fino ad arrivare a malattie fisiche conclamate deriva dallo stress. E se vogliamo trovare un modo per guarire ogni malattie o disagio alla fonte, dobbiamo trovare un modo per guarire lo stress in maniera costante e prevedibile!</p>
<p>Quali domande porsi quando non riuscite a superare un problema apparentemente</p>
<p>    Quale tipo di stress sta impedendo al mio sistema di guarire?<br />
    Come posso fare per liberarmi da tutto lo stress immagazzinato?<br />
    Quali sono i trattamenti che possono aiutarmi?</p>
<p>Risolvere i problemi alla base è l&#8217;unico modo per riattivare il sistema, se infatti esiste una fonte per ogni problema, esiste un solo modo per affrontarli! Lo stress non dipende solo da quante cose facciamo nell&#8217;arco della giornata ma deriva soprattutto dai nostri pensieri!</p>
<p>Se la nostra mente è piena di preoccupazioni, rabbia repressa, risentimento, sentimenti di odio, sfiducia, paura di lasciarsi andare, paura di fallire, paura di essere feriti e abbandonati, il nostro corpo ne risentirà e inizierà a rilasciare ormoni dello stress e altre sostanze chimiche che danneggeranno il nostro corpo!</p>
<p>Che cos&#8217;è lo stress?</p>
<p>Lo stress fisiologico si verifica quando il nostro sistema nervoso è sbilanciato, prova ad immaginare il tuo corpo come una macchina, se premi continuamente il pedale dell&#8217;acceleratore finirà per provocare un danno. Allo stesso modo, se tieni sempre impegnati i freni, finirà per fare dei danni.</p>
<p>La macchina, e il tuo corpo è una macchina a tutti gli effetti, funziona quando acceleratore e freni funzionano in armonia reciproca!</p>
<p>lo stesso vale per il sistema nervoso centrale che è formato da due parti: il sistema nervoso simpatico che è l&#8217;acceleratore mentre il sistema nervoso parasimpatico lavoro come i freni</p>
<p>Il tuo benessere è è tutta una questione di equilibrio! Tutti noi siamo dotati di una sorta di barile interno che rappresenta la quantità di stress che siamo in grado di gestire prima che qualcosa in noi ceda.</p>
<p>Fino a che il nostro barile non è pieno possiamo fare posto a nuovi agenti stressanti nella nostra vita e nel corpo, gestendoli in maniera del tutto consona affinché non esercitano un influsso negativo su di noi, ma quando la nostra botte trabocca, l&#8217;anello debole si rompe.</p>
<p>Ecco perché esistono molti sintomi e una sola causa!</p>
<p>&#8220;La medicina del futuro si fonderà sul controllo dell&#8217;energia presente all&#8217;interno del corpo&#8221;</p>
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		<title>Burnout &#8211; stress e lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 09:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[battilani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[esaurimento]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le sfide quotidiane possono usurare il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra mente. Sono molti i fattori &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le sfide quotidiane possono usurare il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra mente. Sono molti i fattori che nella vita di tutti i giorni generano stress.</p>
<p>Contrariamente a quanto comunemente si creda, lo stress non è una malattia, ma una modalità fisiologica di adattamento (eustress o stress positivo). Alla metà degli anni 50, Hans Selye lo definì come la «sindrome generale di adattamento alle sollecitazioni/richieste (stressor) dell&#8217;ambiente», necessario alla sopravvivenza e alla vita. Lo stress, infatti, è la risposta complessa prodotta da un soggetto, nell&#8217;interazione con l&#8217;ambiente: senza stress, diceva Selye, c&#8217;è la morte.</p>
<p>Ciascuno di noi, in maniera del tutto soggettiva, in virtù del patrimonio ereditario e delle esperienze vissute, filtra le diverse richieste compensando individualmente lo stimolo stressogeno. «Per fronteggiare le situazioni, l&#8217;individuo mette in atto le proprie strategie comportamentali che vanno sotto il nome di coping (in italiano si potrebbe tradurre col termine cavarsela). Gli stili di coping dipendono appunto dalle caratteristiche del soggetto e dalle esperienze personali. Da ciò consegue la soggettività/individualità nella risposta di stress» (ISPESL, 2002).</p>
<p>I tipi di coping, o strategie comportamentali</p>
<p>I tipi di coping sono:</p>
<p>    Problem focused coping, centrato sul problema e finalizzato a modificare e risolvere la situazione problematica;<br />
    Emotion focused coping, centrato sulle emozioni e finalizzato a gestire in maniera efficace le emozioni connesse all&#8217;evento stressante.</p>
<p>Tuttavia, in condizioni particolari, la risposta di adattamento può divenire disfunzionale, ossia non è più in grado di soddisfare l&#8217;obiettivo (in questo caso si parla di di stress o stress negativo). Questo può verificarsi o perché le richieste sono eccessivamente intense o perché durano troppo a lungo, superando quindi le possibilità di compensazione del soggetto. Lo stress può colpire qualsiasi luogo di lavoro e lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni dell&#8217;azienda, dal settore di attività, dal livello gerarchico o dalla tipologia del rapporto di lavoro. Perciò, ferma restando la definizione di Selye, riconosciuta da tutta la comunità scientifica, generalmente si tende a focalizzare l&#8217;attenzione sull&#8217;aspetto disfunzionale del fenomeno soprattutto per le conseguenze negative che comporta, sia a livello personale che delle imprese e della società tutta.</p>
<p>Le tre fasi dello stress</p>
<p>Le tre fasi dello stress sono:</p>
<p>    Fase di allarme (risposta fisiologica allo shock)<br />
    Fase di resistenza<br />
    Fase di esaurimento</p>
<p>Fase di allarme</p>
<p>È la fase iniziale della reazione di stress in cui l&#8217;organismo chiama a raccolta tutte le sue risorse disponibili per l&#8217;azione immediata, soprattutto secernendo ormoni in grado di provocare opportuni cambiamenti in determinate funzioni organiche. In questa fase avviene un&#8217;intensa produzione di adrenalina e una rapida accelerazione del ritmo cardiaco.</p>
<p>Vi è l&#8217;attivazione dell&#8217;ipotalamo, che promuove la liberazione, da parte dell&#8217;ipofisi, dell&#8217;ormone adrenocortico-tropo (ACTH), l&#8217;ormone deputato a regolare l&#8217;attività della corticale del surrene. In risposta a tale attivazione la corticale del surrene libera cortisone e i livelli plasmatici dell&#8217;ormone aumentano. In pratica durante la reazione di allarme l&#8217;ipotalamo libera un ormone peptidico (piccola proteina) chiamato Corticotropin Releasing Factor (CRF). Il CRF, oltre che promuovere la liberazione di cortisone da parte della corticale del surrene, attiva alcune aree del sistema limbico. Tale fenomeno spiega perché durante lo stress sperimentiamo modificazioni della memoria, del comportamento e delle attività del sistema nervoso vegetativo</p>
<p>Fase di resistenza o adattamento</p>
<p>La durata di ogni reazione allo stress dipende soprattutto da questa fase che dura finché risulta necessaria una prontezza e capacità d&#8217;azione, secondo percezioni basate, in gran parte, su fattori psicologici. È la fase in cui ci si adegua alle nuove circostanze e, in pratica, finché si percepisce il fattore di stress, l&#8217;organismo resiste. In questa fase assume un ruolo fondamentale l&#8217;attivazione dell&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-surrene nella quale viene messo in atto un complesso programma sia biologico che comportamentale che sostiene la risposta allo stress. Vi è sovrapproduzione di cortisolo che ha come conseguenza la soppressione delle difese immunitarie. Il conseguente indebolimento delle funzioni immunitarie non è preoccupante se dura poco, ma diventa un problema in caso di stress cronico: aumenta la probabilità di contrarre malattie infettive, dal semplice raffreddore alla monucleosi, e sembra aumentare la predisposizione alle malattie autoimmuni come l&#8217;artrite reumatoide e la sclerosi multipla.</p>
<p>Molte persone sono imprigionate in questa fase: hanno ritmo cardiaco accelerato e muscoli scheletrici tesi, anche dopo aver superato le difficoltà. Sono i cosiddetti &#8220;iper-reattivi&#8221;, i quali spesso lamentano l&#8217;incapacità di rilassarsi dopo un impegno importante. Sono persone &#8220;stress-dipendenti&#8221;, assuefatte dall&#8217;eccitazione dell&#8217;organismo.</p>
<p>Fase di esaurimento</p>
<p>Quando il &#8220;pericolo&#8221; viene percepito come superato o quando l&#8217;energia da stress comincia a diminuire, inizia la fase finale della che ha l&#8217;obiettivo di assicurare all&#8217;organismo il necessario periodo di riposo. Se la fase di resistenza finisce prima che tutte le risorse di energia da stress siano state consumate, la successiva fase di esaurimento è sentita come un sensibile calo d&#8217;energia spesso associata a un profondo sollievo o piacevole torpore. Se, invece, la fase di resistenza è durata per molto tempo, possono derivarne lunghi e debilitanti periodi di esaurimento, visto che l&#8217;organismo tende a restare in questa fase finché ne sente la necessità.</p>
<p>Segni soggettivi organici</p>
<p>    Palpitazioni<br />
    Secchezza in bocca e in gola<br />
    Abbondanti sudorazioni<br />
    Appetito a volte mancante a volte eccessivo<br />
    Disturbi gastrointestinali<br />
    Cefalea da tensione<br />
    Dolori al collo o alla parte bassa della schiena<br />
    Tic nervosi</p>
<p>Segni soggettivi psicologici</p>
<p>    Ansia, irrequietezza, stato di allarme<br />
    Depressione<br />
    Senso di stanchezza<br />
    Senso di debolezza<br />
    Disturbi del sonno</p>
<p>Segni soggettivi comportamentali</p>
<p>    Incapacità di attenzione e concentrazione<br />
    Aumento consumo sigarette<br />
    Consumo di tranquillanti<br />
    Consumo di alcool o droghe</p>
<p>Le responsabilità del lavoro che svolgiamo</p>
<p>Oggi lo stress è sempre più associato al lavoro che svolgiamo. I rischi psicosociali dello stress lavoro correlato derivano da inadeguate modalità di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro e da un contesto lavorativo socialmente mediocre. Possono avere conseguenze psicologiche, fisiche e sociali negative, come stress, esaurimento o depressione connessi al lavoro. I rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato rappresentano una delle sfide principali con cui è necessario confrontarsi nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro in quanto hanno considerevoli ripercussioni sulla salute delle singole persone, ma anche su quella delle imprese e delle economie nazionali.</p>
<p>Circa metà dei lavoratori europei considera lo stress comune nei luoghi di lavoro, e a esso è dovuta quasi la metà di tutte le giornate lavorative perse. Come molte altre questioni riguardanti la salute mentale, spesso lo stress viene frainteso o stigmatizzato. Tuttavia, se li si considera come un problema aziendale anziché una colpa individuale, i rischi psicosociali e lo stress possono essere gestibili come qualsiasi altro rischio per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.</p>
<p>I fattori correlati allo stress da lavoro sono:</p>
<p>  &#8211;  Aspetti temporali della giornata e dell&#8217;attività lavorativa (turni, straordinari, ritmi)<br />
  &#8211; Contenuto dell&#8217;attività lavorativa (lavoro frammentato, senza autonomia)<br />
  &#8211;  Rapporti interpersonali nel gruppo di lavoro (possibilità di interagire con i colleghi, sostegno sociale e strumentale, equità nel distribuire il lavoro…)<br />
  &#8211; Rapporti interpersonali con i supervisori (partecipazione ai processi decisionali, feedback e riconoscimento da parte dei supervisori)<br />
  -<a href="http://www.psicologabattilani.it/wp-content/uploads/2014/11/banner-stress.jpg"><img src="http://www.psicologabattilani.it/wp-content/uploads/2014/11/banner-stress-460x127.jpg" alt="banner-stress" width="300" height="82" class="alignnone size-medium wp-image-93" /></a>  Condizioni dell&#8217;organizzazione (struttura e burocrazia organizzativa, senso di ingiustizia)</p>
<p>Le conclusioni fino ad ora raggiunte dall'&#8221;European Agency for Safety and Health at Work&#8221; descrivono cinque aree di variabili che rendono emergenti ed in aumento i rischi psicosociali:</p>
<p>  1.  utilizzo di nuove forme di contratti di lavoro (contratti precari) e l&#8217;incertezza e l&#8217;insicurezza del lavoro stesso (scarsità di lavoro);<br />
  2.  forza lavoro sempre più vecchia (poco flessibile e poco adattabile ai cambiamenti) per mancanza di adeguato turn-over;<br />
  3.  alti carichi di lavoro, con conseguenti pressioni sui lavoratori da parte del management;<br />
  4.  tensione emotiva elevata, per violenze e molestie sul lavoro;<br />
  5.  interferenze e squilibrio fra lavoro e vita privata. Quando lo stress psicologico supera una certa soglia, altre emozioni quali ansia e inquietudine entrano in gioco in modo significativo, e se tale livello di tensione si mantiene per un lungo periodo di tempo può sconfinare nella patologia.</p>
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